domenica 1 novembre 2009

domenica 13 settembre 2009

Dieci cose di me

Su invito di Rosamaria Guido che mi ha consegnato il premio "The Honest Scrap Award" mi accingo a scrivere 10 cose su di me:
1. Sono una persona molto sensibile, ma allo stesso tempo forte.
2. Porto sempre a termine ciò che ho iniziato.
3. Mi considero estremamente fortunata.
4. Credo in me stessa, nelle mie capacità e nella legge di causa ed effetto.
5. Ho tre splendidi figli: Davide, Riccardo e Alessandro, di cui sono molto fiera.
6. Mi piace il web e in genere il cyberspazio e la rete che riesce a generare.
7. Ho un maestro che ha saputo ispirare la mia vita, facendomi diventare una donna coraggiosa e piena di speranza, si chiama Daisaku Ikeda.
8. Insegno da molti anni: anche se faticoso questo è un lavoro creativo e che mi riempie di soddisfazioni.
9. Credo fermamente nel rispetto di ogni forma di vita, sia animata che inanimata.
10. Desidero realizzare la pace nel mondo e vorrei che tutti fossero felici, che tutti potessero creare intorno a sè un giardino dove vivere serenamente la propria vita.
Segnalo 10 persone che hanno diritto al premio:



martedì 8 settembre 2009

Second Life tra pericoli e opportunità


Ho trovato questo articolo molto interessante, tratto dall'Università di Macerata!

giovedì 20 agosto 2009

Google Chrome

Da qualche giorno sto provando ad usare Google Chrome, un nuovo browser sicuramente più veloce di Explorer. La comodità consiste nell'avere visualizzate 6 schede dove ci sono i siti preferiti o comunque quelli più visitati. E' stato mio figlio Riccardo a consigliarmelo (è un digital native!), mi son lasciata convincere e ho provato: ebbene mi trovo molto bene, è completamente open source, inoltre si ha la possibilità di aprire varie schede che non comunicano tra loro.Il seguente video spiega il resto.

mercoledì 12 agosto 2009

A proposito di facebook!

Per social networking si intendono tecnologie che consentono alle persone di fare nuove conoscenze e scoprire nuove relazioni attraverso la progressiva estensione della rete dei contatti. Sulla rete troviamo diversi ambiti di relazioni umane, ci possono essere comunità di colleghi o comunità tematiche nell’ambito professionale, oppure nell’ambito del tempo libero ci sono numerosi ambienti che promuovono relazioni personali di amicizia e sentimentali.
Ciò che mi preme sottolineare è che in questi ambienti sociali la linea di divisione tra formale e informale è molto sottile, a volte inesistente, ad esempio in Second Life un gruppo di docenti della prestigiosa Harvard Law School hanno aperto una classe virtuale in cui gli studenti iscritti all’università possono studiare insieme, scambiarsi gli appunti e poi andare ad un concerto, fare shopping, chattare, ecc.
Poiché sappiamo che le nostre facoltà cognitive sono il risultato di un sistema di interazioni tra la mente individuale e il contesto ambientale, strumentale e sociale, è possibile apprendere anche su facebook durante un contatto con qualche “amico”.
Fare un profilo degli utenti che frequentano i social network credo sia possibile a grandi linee, perché ognuno di noi ha un approccio personale con questo tipo di ambienti, e il proseguire o meno l’esperienza dipende da una serie infinita di fattori. Invece è molto interessante monitorare questi fenomeni per studiarli dal punto di vista psico-socio-comunicativo.
Qualunque ambiente dunque può essere per noi occasione di apprendimento, di scoperta, di conoscenza; nella prospettiva della “cognizione distribuita”, infatti, non sono importanti solo le risorse mentali interne, ma soprattutto l’efficienza complessiva del sistema mente-contesto.

giovedì 6 agosto 2009

La mia laurea! Momenti indimenticabili......








Dopo tanti incontri on line.....che emozione essere finalmente vicina ai miei compagni e colleghi e poter condividere con loro questo particolare evento!
Anche mia sorella e mio cognato hanno rallegrato questa importante giornata: 15 luglio 2009!
Dedico questa laurea al mio amato maestro Daisaku Ikeda.


lunedì 6 luglio 2009

Proposta di pace 2009 -


Anche quest'anno, in occasione dell'anniversario della fondazione della Soka Gakkai Internazionale, il 26 gennaio Daisaku Ikeda ha presentato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite una Proposta di pace che offre una lettura profonda e lungimirante della situazione globale attuale, fornendo la chiave di interpretazione e i metodi concreti per affrontarne e risolverne i mali principali.Innanzitutto viene analizzata la crisi finanziaria in corso, che affonda le radici nel patologico culto per il denaro, per la valuta astratta che ha perso ogni legame con l'economia reale.E proprio lo "spirito di astrazione", il meccanismo distruttivo che porta a considerare persone e fenomeni senza tenere conto della realtà concreta, è visto come causa della guerra e della mal riposta fiducia assoluta, da parte della società contemporanea, nella libera competizione e nel mercato. Ikeda propone un nuovo paradigma in grado di unire le energie competitive e gli interessi comuni: la "competizione umanitaria", che privilegia l'influenza morale sulla forza militare e politica. Per risolvere i suoi problemi l'umanità deve agire in base a una visione condivisa sulle questioni principali - ambiente, sviluppo, disarmo nucleare - che utilizzi la competizione umanitaria come strumento per creare una comunità globale capace di coesistere pacificamente.Solo dal dialogo, che non segue mai schemi prestabiliti e va oltre le definizioni arbitrarie e superficiali, può nascere il nuovo.
Tratto da Buddismo e Società n. 134

Divenire digitali:riflessioni ed esperienze sul mutamento antropologico in atto.

E' uscito il numero 62 di Formare, una collana curata da Antonio Calvani, intitolato "Divenire digitali: riflessioni ed esperienze sul mutamento antropologico in atto", si tratta di un articolo molto interessante scritto da Maria Grazia Fiore. Anch'io come altri colleghi ho potuto dare il mio piccolo contributo che riporto di seguito. Ringrazio Maria Grazia per questa opportunità e invito tutti ad una lettura approfondita dello stesso.

Buono/cattivo, bello/brutto, angelo/demone, inferno/paradiso, bianco/nero,digital natives/digital immigrants.
La vita è piena di contrapposizioni, di distinzioni arbitrarie e inutili, l’uomo tende sempre a distinguere, a separare, a dividere in categorie, settori, ambiti, forse tutto ciò gli dà sicurezza, gli sembra di poter tenere tutto sotto controllo. Siamo talmente abituati a tali meccanismi cerebrali, che tutto scatta automaticamente per cui adesso l’ultima dicotomia del momento è nativi digitali/immigrati digitali.
Ma tutto ciò a cosa serve? È veramente utile a qualcosa? E quando poi ci rendiamo conto che non esistono distinzioni nette e precise tra noi e l’ambiente, tra noi e gli altri, tra i nativi e gli immigrati digitali, c’è da riflettere.
Oggi si parla sempre più di connettivismo, inteso come integrazione di informazioni casuali (caos), abilità di creare nessi tra conoscenze pregresse (network) e teorie complesse. Questo processo di connessione tra elementi avviene all’esterno del soggetto che apprende , in un ambiente in grado di generare conoscenza e interazioni, per esempio un database o un’organizzazione. Il punto di partenza è sempre il soggetto, la cui personale conoscenza inserita nella ‘rete’ genera nuova conoscenza. Quindi la conoscenza non è più acquisita in maniera sequenziale o esclusivamente in contesti formali, ma anche attraverso canali informali e non formali. Attraverso la rete delle nostre connessioni costruiamo il nostro PLE, il web ci aiuta in questo, ma ciò non è sufficiente, non si tratta di qualcosa esclusivamente digitale, ma di una nuova forma del pensiero, le connessioni esistono dappertutto e solo adesso l’uomo ne prende consapevolezza, perché è esploso il fenomeno internet.
Insegno inglese su 9 classi di scuola primaria, ho quindi 188 alunni da seguire dalla prima alla quinta classe, credo si tratti di un campione abbastanza interessante di nativi digitali, a proposito: ma chi sono questi nativi? I miei alunni raramente adoperano il computer, quando con le classi quarte e quinte mi reco in aula informatica per svolgere alcune attività con il pc, non ho proprio la sensazione di essere di fronte ai cosiddetti ‘nativi digitali’; per quella che è la mia esperienza, la maggior parte degli alunni nell’età compresa fra i 6 e i 10 anni non usa né il computer, né altri sistemi di comunicazione digitale. Il fenomeno dei nativi potrebbe dunque presentarsi nelle fasce d’età successive cioè dai 12 anni in poi.
Alla ricerca dei nativi digitali perduti, mi è capitato di riflettere sul mio percorso personale: io, figlia di Gutenberg, innamorata dei testi letterari fin da bambina, tanto che il mio sogno più grande era possedere un’ enorme biblioteca, adesso se mi occorre un’informazione di qualsiasi genere, non vado a consultare la mia libreria personale, ma apro google, il mio pc è quasi sempre connesso e mi consente uno spazio enorme di conoscenze e di contatti, ma non è stato sempre così. La prima volta che mi è capitato di navigare sulla rete ho provato un profondo senso di smarrimento, tutte queste pagine che si aprivano, incastrate l’una all’altra, un senso di spaesamento misto ad una profonda curiosità, entravo in un sito con un obiettivo ben preciso e attraverso numerosi link mi vedevo catapultata in infiniti sentieri e meandri da cui non sapevo più come uscire, non riuscivo a tornare indietro: tutto ciò succedeva nel lontano 2000. Questa particolare sensazione di smarrimento mi porta a parlare di “capacità negativa della mente”, di cui ho già trattato nel mio blog, ecco il testo:
La recentissima esperienza di realizzare il mio primo filmato, mi ha fatto venire in mente le parole di Giorgio Blandini e Bartolomea Granieri. Questi due psicologi dell'università di Torino, riprendono il pensiero di W.R. Bion(1897-1979), quest'ultimo ha elaborato un modello della mente secondo cui non esiste dualismo tra processi somatici e psichici, ipotizza una forma di elaborazione precoce dell'esperienza in cui non esiste ancora un dualismo tra somatico e psichico,nè tra sè e l'altro, che caratterizzerebbe la mente come originariamente gruppale. Tale livello, definito proto-mentale, resta attivo in tutto il corso della vita. Secondo Blandino e Granieri dunque l'apprendimento comporta l'accogliere dentro di sè ciò che è ancora sconosciuto, ma "ciò che ancora non si conosce è qualcosa di informe e non mentale, che dà angoscia e che non sempre la mente (anche quella dell'adulto) è in grado di tollerare dentro di sè"(Blandino e Granieri,1995). L'angoscia è data dal sentimento di incertezza e dal timore di scontrarsi con la propria inadeguatezza e con i propri limiti, nonchè dalla necessità di rimettere in discussione le proprie conoscenze. In un processo di apprendimento il confronto con il nuovo implica emozioni contrastanti: da un lato si prova paura, ansia, senso di inadeguatezza; dall'altro curiosità, sorpresa e voglia di sperimentare il nuovo. Tale processo avviene nel tempo con momenti di insoddisfazione che si alternano ad altri di riuscita e conquista. E' come una sorta di dolore mentale dell'apprendere che viene definita dai nostri autori "capacità negativa della mente", intesa come possibilità di integrare affetti e pensieri contraddittori,di saper gestire emozioni e giudizi conflittuali per arrivare a una nuova organizzazione di sè. Mentre l'adulto possiede la "capacità negativa della mente", il bambino deve ancora acquisirla, ecco perchè ha bisogno della mente adulta che lo sostenga. Se l'insegnante sostiene in sè stesso e nei suoi studenti la possibilità di apprendere nuovi contenuti e abilità, superando le difficoltà e le fatiche insite nell'apprendimento stesso e aumentando la disponibilità verso apprendimenti futuri, gli alunni acquisiranno a loro volta la loro "capacità negativa".
Adesso, dopo un triennio universitario on line, non poteva esserci migliore conclusione che un corso di editing multimediale dove, oltre a realizzare materiale digitale, io ho risentito fortissime le connessioni con un gruppo di lavoro e con un professore che ha saputo lasciare un segno importante nella mia formazione.
Mentre ogni nuovo successo mi spinge a continuare l’esplorazione del mondo digitale e non, ogni nuova sfida ripresenta nuovamente l’angoscia, ma non è più l’angoscia iniziale, quella dei primi anni al pc, è assolutamente diversa, sempre più gestibile perché sempre più conosciuta, imparo a conoscere mè stessa, i miei limiti e le mie possibilità che sono infinite, come le infinite connessioni. La rete mi consente di esplorare continuamente, mi sottopone all’imprevisto e questo ‘allenamento’ ha ridotto le mie paure di fronte al nuovo.
Tutto ciò avrei potuto realizzarlo anche solo con i libri? Non lo so, comunque non credo, perché il libro, al di là dei numerosi sentieri mentali a cui certamente mi può portare, rappresenta sempre un percorso più sicuro, tranquillo e lineare.
In definitiva io credo che il vero fenomeno del momento siamo noi, noi nativi analogici diventati digitali, noi che abbiamo vissuto entrambe le esperienze, che abbiamo conosciuto sulla nostra pelle la sofferenza dell’apprendere. Ma soprattutto noi studenti dell’università IUL che siamo anche docenti in servizio!
E’ questo il punto chiave: chi siamo noi veramente? Tutto ciò a mio avviso dimostra che solo lo sforzo costante e determinato di ogni giorno può portare al miglioramento personale, avere fiducia in sè stessi e nelle proprie capacità, credo sia la strada vincente per aprirsi al mondo e quindi ad ogni nuova occasione di apprendimento. Tutto ciò non proviene dalla rete, è già dentro di noi, il digitale ci consente solo di poter esprimere ciò che siamo, la rete libera la nostra creatività repressa e imbrigliata dalla trasmissione unidirezionale dei saperi.

lunedì 29 giugno 2009

E' FATTA!


Oggi ho dato l'ultimo esame: 'Politiche della formazione'.
Non ci posso credere, ho dato tutti gli esami, ho finito, mi attende l'ultimo momento, quello della tesi e poi sarò laureata in Scienze della Formazione, non mi sembra vero, ma ci sono riuscita.
Sono già passati tre anni, invece mi sembra ieri. Dobbiamo dare il giusto valore al tempo, il tempo è l'unica cosa di veramente prezioso che possediamo (intendo il tempo della nostra vita), più prezioso dell'oro e di qualsiasi altro avere. Corriamo sempre a dx e sx, il tempo sfugge e ci sembra sempre di non averne abbastanza. Adesso io dopo questi tre anni di sacrifici, nottate, fine settimana trascorsi sui libri invece che andar fuori, voglio nuovamente riappropriarmi del mio tempo.
Ringrazio i miei figli, tre splendidi, meravigliosi figli che hanno avuto tanta pazienza con la loro mamma, ringrazio Luigina e Michela, due colleghe che mi sono state vicine in tante occasioni e a cui devo parte del mio successo.Ma anche tutti i colleghi che ho conosciuto alla IUL..........

lunedì 8 giugno 2009

Learning Object

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domenica 7 giugno 2009

Coinvolgimi o fammi arrabbiare

Mark Prensky,“Coinvolgimi o fammi arrabbiare” Mark Prensky,“Coinvolgimi o fammi arrabbiare” nilocram Mark Prensky,“Coinvolgimi o fammi arrabbiare” Che cosa chiedono gli studenti di oggi?

sabato 30 maggio 2009

NOVITA' IMPORTANTE: GOOGLE WAVE

INTERNET
Google Wave, tutto il gruppo
in una sola schermata
Presentata a San Francisco una rivoluzionaria applicazione open source. "Le comunicazioni sul web sono ferme da dieci anni". Posta, video e chat in un'unica finestra. E gli sviluppatori... di PAOLO PONTONIERE .

Il futuro della comunicazione online? Un'esperienza totale. Almeno su questo scommettono i cervelloni di Google. Alla Conferenza annuale di San Francisco è stato presentato Wave, un nuovo strumento per comunicare nell'universo digitale. A detta dei programmatori della casa di Mountain View, è destinato a sostituire le e-mail e a rivoluzionare la maniera in cui lavoriamo.

Creato, con l'aiuto di un manipolo di sviluppatori dell'ufficio di Sidney, dai due programmatori ai quali si deve Google Map, Wave è un ibrido che raccoglie in una sola schermata le e-mail, gli instant message, e tutte le soluzioni esistenti per il video e l'audio sharing. Usando Wave i webnauti possono scambiarsi testi, immagini, video, musica e conversare, il tutto in tempo reale e lo possono fare in una situazione di gruppo avendo inotre la possibilità (come si fa con un registratore) di riavvolgere la conversazione - anche a distanza di giorni - e vedere quello che è stato discusso e casomai aggiungere dei nuovi contenuti o apportare delle modifiche a quelli già pubblicati.
VAI AL SITO

Google definisce questo nuovo tipo di comunicazione collaborative conversation stream, flusso di conversazione collettiva.

Concepito per facilitare il lavoro di gruppo e permettere ai sviluppatori sparsi per il mondo di collaborare su progetti comuni, Google Wave è disarmante per la sua semplicità, per utilizzarlo basta in pratica aprire una finesta nell'apposita applicazione e aggiungerci la posta elettronica delle persone con le quali si intende collaborare o conversare. Una volta invitate queste possono cominciare a caricare messaggi, foto, video, filmati: il materiale diventa visibile nel momento stesso in cui viene caricato e può essere modificato - pure questa azione in tempo reale - da uno qualsiasi dei conversanti.


La nuova applicazione sarà disponibile al pubblico a partire dai prossimi mesi. Intanto per invogliare i programmatori calati su San Francisco da tutto il mondo a sperimentare il nuovo strumento, Google ha messo a disposizione dei convenuti la nuova versione, il G2, del suo Google-phone e il nuovo sistema operativo Android 1.5.

"Le comunicazioni sul web sono ferme al secolo scorso", ha dichiarato Lars Rasmussen, che col fratello Jen aveva creato Google Map quando ancora lavorava a Where 2 Tech (che fu poi acquistata da Google), "Con Jen avevamo cominciato a discutere già un paio di anni fa di come sarebbero state le e-mail del futuro e ci rendemmo conto che non c'era ragione di mantere le conversazioni testuali separate dai video, dagli audio e dalle immagini".

E per trovare una soluzione a questa separazione i due fratelli hanno fatto un ritorno al futuro, creando quello che gli osservatori definiscono una bacheca elettronica (di quelle degli inizi del web), potenziata. Una soluzione che è un po' Twitter, un po' Friendfeed e un po' Facebook avvolti tutti in un solo contenitore.
Secondo Rasmussen, anche se l'applicazione adatta deve essere ancora sviluppata, Wave finirà col colmare il divario che corre oggi tra le comunicazioni che gli utenti internet realizzano nel mondo bidimensionale delle chat room e delle poste elettroniche e le conversazioni tridimensionali che hanno luogo nell'universo del social networking.

Certo molto dipende dagli sviluppatori, ha sottolineato Rasmussen, e proprio per questo oltre a farne un open source, Google ha offerto immediatamente i codici per la programmazione del nuovo strumento ai partecipanti alla conferenza, quelli che invece se ne sono restati a casa possono cominciare a sperimentare il software recandosi sul sito di Google.

"Il successo di Wave dipende dalla reazione degli sviluppatori", ha infatti affermato Rasmussen. E se la reazione dei presenti a San Francisco è stata positiva, quella dei media presenti in sala è stata addirittura entusiastica. Dalla Cnn , a FastCompany, da PC Magazine al San Francisco Chronicle hanno tutti salutato Wave come lo strumento che finirà col relegare le e-mail e le comunicazioni settorializzate al dimenticatoio della storia.

Google prevede che gli sviluppatori studieranno tre tipi di progetti usando Wave. Uno sarà quello di trasformarlo in un portale d'entrata ai vari social network, l'altro quello di creare un nuovo tipo di comunicazione On The Road, dove la conversazione si trasforma in flusso continuo e ininterrotto di sensazioni, sentimenti, parole, suoni e immagini e il terzo è quello di trasformarlo in uno strumento per la collaborazione produttiva a distanza. Ed è proprio da questo ambito che potrebbero arrivare le sorprese più interessanti, perché secondo Rasmussen sarà proprio facendo ricorso all'intelligenza collettiva che Google sarà in grado di produrre nuove forme di comunicazioni digitale che si avvantaggiano delle capacità dei computer moderni piuttosto che imitare forme di comunicazioni antiquate come le lettere e il telefono.

mercoledì 27 maggio 2009

QUALE FUTURO PER LA NOSTRA SCUOLA?

Ecco la seconda parte.

QUALE FUTURO PER LA NOSTRA SCUOLA?

Pubblico questa interessante inchiesta divisa in due parti: attraverso un sondaggio rivolto a docenti di tutti gli ordini di scuola, si è giunti a poter trarre alcune importanti conclusioni, ecco la prima parte.

lunedì 25 maggio 2009

martedì 12 maggio 2009

domenica 10 maggio 2009

IL MAESTRO

Il maestro non è solamente colui/colei che si siede dietro ad una cattedra ed insegna una disciplina a seguito di concorso. Chiunque di noi, a prescindere dal suo ruolo nella società, può essere maestro di chiunque in qualsiasi momento ed essere a sua volta discepolo. Chi insegna può a sua volta apprendere dai suoi alunni. Incontrare un vero maestro è cosa assai rara, e chi riesce ad averne uno è una persona molto fortunata. Ma come riconoscere un vero maestro?
Maestro e discepolo sono inscindibili e, proprio per questo, pur essendo due individui indipendenti l'uno dall'altro, non vi è tra loro una sostanziale differenza. L'uguaglianza è il fattore fondamentale di questa relazione. Naturalmente essi non devono necessariamente vivere insieme, nello stesso luogo e nello stesso tempo.Questa è una relazione che va al di là dei limiti temporali e spaziali, è la forma più alta di relazione umana.

martedì 28 aprile 2009

la scuola italiana vista da una ragazza finlandese

Qualche settimana fa sul blog di Andreas avevamo parlato di sistema scolastico italiano paragonandolo a quello finlandese. Ho trovato questo interessante blog all'interno del quale una studentessa finlandese, che ha studiato per un anno qui in Italia, fa delle interessantissime affermazioni , tra l'altro perfettamente corrispondenti al vero, ecco il link
http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2009/04/28/la-scuola-italiana-giudicata-da-una-ragazza-finlandese/

giovedì 23 aprile 2009

Classroom 2.0



MILANO Un progetto pilota, chiamato "Classroom 2.0", consentirà in diversi istituti scolastici di Reggio Emilia ,a studenti, insegnanti, genitori e aziende locali di disporre di una piattaforma collaborativa, per poter interagire e scambiare informazioni sulle attività di gestione della classe, sugli interessi e i risultati degli studenti, così come su attività di lavoro di gruppo destinate a scuole specifiche e nuove possibilità lavorative. E' quanto ha annunciato Ibm, dando notizia in una nota dell'accordo siglato per fare del capoluogo emiliano una "Smart City", sulla scia di Parma, prima città italiana all'inizio di questo mese ad aver adottato questa formula sperimentale, per articolare servizi informatici interattivi con postazioni e sportelli informatici al servizio dei cittadini. Reggio Emilia è dunque la seconda città italiana ad aver nominato un comitato congiunto per l'Innovazione insieme a Ibm, spiega la società, con l'obiettivo di "identificare e definire un nuovo modello di città sostenibile, attraverso l'utilizzo di soluzioni digitali, ed una delle sei città che abbiano concordato un protocollo comune di innovazione IT". La formula, intrapresa per prima da Parma, prevede di consentire attraverso un approccio globale e aperto, di "integrare soluzioni e applicazioni informatiche già esistenti, con alcuni interventi progettati su misura, sulla base delle scelte e delle necessità delle comunità cittadine. A tutto vantaggio della qualità della vita". In Europa e in altri continenti diverse comunità locali, in partnership con Ibm, hanno finora intrapreso un cammino di innovazione affrontando specifici problematiche. La mobilità è una di queste. A Stoccolma, per esempio, spiega Ibm, il nuovo sistema di interconnessione dei pedaggi, basato sulla regolazione dei flussi di veicoli in ingresso e in uscita, ha fatto diminuire del 20% il traffico nel centro cittadino, ridotto del 12% le emissioni nocive e spinto i cittadini a un uso più ampio dei mezzi pubblici. Londra ne ha seguito le tracce. A Singapore invece le centrali che controllano la viabilità ricevono dati in tempo reale grazie a un sistema di sensori intelligenti mentre a Kyoto chi deve pianificare lo sviluppo della rete viaria può avvalersi di simulazioni di traffico su vasta scala per analizzarne l'impatto sulla città.

martedì 14 aprile 2009

La capacità negativa della mente

La recentissima esperienza di realizzare il mio primo filmato, mi ha fatto venire in mente le parole di Giorgio Blandini e Bartolomea Granieri. Questi due psicologi dell'università di Torino, riprendono il pensiero di W.R. Bion(1897-1979), quest'ultimo ha elaborato un modello della mente secondo cui non esiste dualismo tra processi somatici e psichici, ipotizza una forma di elaborazione precoce dell'esperienza in cui non esiste ancora un dualismo tra somatico e psichico,nè tra sè e l'altro, che caratterizzerebbe la mente come originariamente gruppale. Tale livello, definito proto-mentale, resta attivo in tutto il corso della vita. Secondo Blandino e Granieri dunque l'apprendimento comporta l'accogliere dentro di sè ciò che è ancora sconosciuto, ma "ciò che ancora non si conosce è qualcosa di informe e non mentale, che dà angoscia e che non sempre la mente (anche quella dell'adulto) è in grado di tollerare dentro di sè"(Blandino e Granieri,1995). L'angoscia è data dal sentimento di incertezza e dal timore di scontrarsi con la propria inadeguatezza e con i propri limiti, nonchè dalla necessità di rimettere in discussione le proprie conoscenze. In un processo di apprendimento il confronto con il nuovo implica emozioni contrastanti: da un lato si prova paura, ansia, senso di inadeguatezza; dall'altro curiosità, sorpresa e voglia di sperimentare il nuovo. Tale processo avviene nel tempo con momenti di insoddisfazione che si alternano ad altri di riuscita e conquista. E' come una sorta di dolore mentale dell'apprendere che viene definita dai nostri autori "capacità negativa della mente", intesa come possibilità di integrare affetti e pensieri contraddittori,di saper gestire emozioni e giudizi conflittuali per arrivare a una nuova organizzazione di sè.
Mentre l'adulto possiede la "capacità negativa della mente", il bambino deve ancora acquisirla, ecco perchè ha bisogno della mente adulta che lo sostenga. Se l'insegnante sostiene in sè stesso e nei suoi studenti la possibilità di apprendere nuovi contenuti e abilità, superando le difficoltà e le fatiche insite nell'apprendimento stesso e aumentando la disponibilità verso apprendimenti futuri, gli alunni acquisiranno a loro volta la loro "capacità negativa".

Il mio primo filmato

Ebbene sì, ci sono riuscita!!!




giovedì 9 aprile 2009

La prima biblioteca mondiale on line



Si chiama World Digital Library, una biblioteca digitale mondiale. Potremo trovare informazioni, testi e immagini da ogni parte del mondo. Entrerà in funzione dal 21 aprile e metterà a disposizione degli utenti di internet un immenso patrimonio culturale in formato digitale, gratuitamente e in varie lingue.
http://www.worlddigitallibrary.org/project/english/index.html

mercoledì 1 aprile 2009

IL LIBRO: QUALE FUTURO?

Ho trovato questo video in cui si ipotizza un futuro molto prossimo. E' in francese, ma quello che c'è da capire si capisce.


domenica 29 marzo 2009

VAI CON IL WEB 2.0


Ho scoperto un sito molto interessante, che presenta in una stessa pagina una serie di altri siti sul web 2.0, riguardanti le più svariate tematiche: e-learning, giochi, musica, divertimento, ecc.

Una serie di numerosi tools e applicazioni del mondo web 2.0.

Buona consultazione

sabato 28 marzo 2009

Libertà digitali: la posizione dell'UE



Ecco un articolo molto interessante che parla addirittura di "Carta dei diritti di internet". Ci fornisce ulteriori spunti di riflessione.
http://www.pubblicaamministrazione.net/leggi-e-norme/news/1786/liberta-digitali-le-raccomandazioni-dellue.html

venerdì 27 marzo 2009

Podcast


Il termine "podcast" deriva dalla fusione della parola broadcasting, trasmissione di informazioni da un sistema trasmittente ad un insieme di sistemi riceventi, con iPod, il nome del popolare lettore portatile della Apple.
Il podcasting è un sistema che permette di scaricare in modo automatico documenti (generalmente audio o video)chiamati podcast, utilizzando un programma ("client") generalmente gratuito chiamato aggregatore o feeder.
Un podcast è perciò un file (generalmente audio o video), messo a disposizione su Internet per chiunque si abboni ad una trasmissione periodica e scaricabile automaticamente da un apposito programma.
UTILIZZI DEL PODCAST
Utilizzare le tecniche di podcasting vuol dire avere la possibilità di produrre file che contengano discorsi, insieme di suoni, video, audio e poterli caricare in una pagina web,da cui possono essere scaricati e letti:
-dai lettori di musica digitale, sempre più capaci e sempre più economici, ma non sempre a disposizione dei nostri alunni, soprattutto nelle fasce più giovani;
-dai computer, cosa che può comprendere anche i video, e che può essere realizzata sia a scuola, sia a casa;
-dai cellulari.
Il podcast ed i file mp3 possono essere usati per scopi diversi:
- informazione,
- divertimento
- promozione, ecc.
NUOVO SISTEMA DI COMUNICAZIONE
Il podcast risulta essere un sistema rivoluzionario di comunicazione, trasmissione, condivisione di sapere e conoscenze, in formato audio (mp3) e/o video, facilmente producibili da alunni e docenti con specifici programmi open source, pubblicabili su internet da cui si possono ascoltare, scaricare e utilizzare in ogni momento e dovunque anche tramite un lettore mp3 e quindi anche sui cellulari e sui palmari. Il sapere e l'apprendimento diventano mobili, seguono l'allievo ovunque.
Si sta consolidando l'uso educativo, in quanto la flessibilità del file mp3, può costituire un aiuto prezioso per motivare e rinforzare l'azione didattica per gli alunni, che possono essere coinvolti nella produzione (motivazione,
insegnamento attivo, costruzione di percorsi, progettazione) ma anche nella fruizione (recupero, pronuncia,possibilità di risentire una lezione, ripasso).
Tali file possono essere utili anche per tutti coloro che per motivi diversi hanno difficoltà di lettura (deficit visivi,disturbi specifici di apprendimento).

giovedì 26 marzo 2009

Ecco un pezzo della nostra storia

Secondo le stime di alcuni giornali stranieri che si affidavano alle informazioni "ufficiali" del nuovo Regno d'Italia, dal settembre del 1860 all'agosto del 1861 vi furono nell'ex Regno delle Due Sicilie 8.964 fucilati, 10.604 feriti, 6.112 prigionieri, 64 sacerdoti, 22 frati, 60 ragazzi e 50 donne uccisi, 13.529 arrestati, 918 case incendiate e sei paesi dati a fuoco, 3.000 famiglie perquisite, 12 chiese saccheggiate, 1.428 comuni sollevati; poiché ufficiali c'è da considerare che come tali queste cifre furono sicuramente sottostimate dal ministero della guerra, nonostante si riferissero ad un solo anno.

I problemi che avevano originato il brigantaggio e che, in gran parte, risalivano alla responsabilità del governo borbonico, restavano però irrisolti e, in seguito, per molti abitanti del Sud l'unica speranza di sopravvivenza fu legata all'emigrazione. Lo squilibrio strutturale tra nord e sud d'Italia verrà affrontato in modo più organico dalla classe dirigente italiana e prese avvio il dibattito sulla questione meridionale, nei termini sociali ed economici in cui la conosciamo ancora oggi.
"Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti".
(Antonio Gramsci in L'Ordine Nuovo, 1920)

lunedì 23 marzo 2009

Ecopedagogia: La Carta della Terra


La Carta della Terra è una dichiarazione di principi etici per costruire una società globale giusta, sostenibile e pacifica nel XXI secolo. E' stata creata attraverso un dialogo decennale che ha coinvolto migliaia di individui e centinaia di gruppi provenienti da ogni parte del globo. La Carta della Terra riconosce l'inscindibilità e l'interdipendenza della protezione ambientale, dei diritti umani, di un equo sviluppo umano e della pace.
Si tratta di uno strumento ideale per l'educazione alla sostenibilità a vari livelli ed è già stata inclusa nei prorammi scolastici di Brasile, Messico, Spagna ed altri. Negli Stati Uniti l'università del Michigan tiene un intero corso sulla Carta.
Per saperne di più: http://www.cartadellaterra.it/

domenica 22 marzo 2009

I semi del cambiamento



Questa mostra ci insegna come l'azione di un singolo individuo possa cambiare il futuro di tutta l'umanità. Recentemente è stata ospitata al castello di Galliate(Novara) dal 31 gennaio all' 8 febbraio 2009. E' rivolta soprattutto alle scuole e ai docenti.
La carta della terra è un documento importantissimo che dovrebbe essere adottato da tutte le scuole. Più avanti posterò materiale utile per i colleghi riguardante La Carta della Terra.
A proposito: Sapete cos'è La carta della terra?
Ecco il mio prof



http://dotsub.com/view/577bab9d-a1ad-4647-bf4e-5009f53f16a9

martedì 17 marzo 2009

SCOPERTA


Ho scoperto un nuovo blog, si tratta di un palermitano come me, ma senti...senti.. è anche amico di Andreas, nonchè nostro collega. Il suo blog risulta ricco di materiale e risorse su web 2.0, e-learning e molto altro


mercoledì 11 marzo 2009

udite udite

Il 20 marzo a Milano, ben tre dei nostri docenti saranno tutti insieme alla manifestazione dal titolo "Nati Digitali". Vorrei tanto andare.........
Vi posto qui il link
http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/prot2269_09.shtml
e la locandina
http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/allegati/all_prot2269.pdf

martedì 10 marzo 2009

Coltivare le connessioni


Dalla lettura del testo "coltivare le connessioni" sono emersi per me numerosi spunti di riflessione.

Il sistema di reti e organizzazioni, di cui internet è solo un'espressione, lo ritroviamo come paradigma di tutti gli aspetti della vita, dai sistemi biologici a quelli macroeconomici. Intanto condivido pienamente la visione secondo la quale la natura è stata sempre "collegata" in rete, in un sistema intricato di scatole cinesi (di cui l'uomo fa parte), una rete costellata di nodi, all'interno dei quali vi è un'organizzazione, di cui (guarda...guarda) solo adesso prendiamo consapevolezza. "Dire che mediante le reti si possano spiegare i misteri della vita è certamente esagerato tuttavia dove c'è vita ci sono reti".
La visione olistica della vita si avvicina molto alla mia personale filosofia, in virtù della quale è molto importante il comportamento del singolo che, in quanto facente parte di una rete, influenza la sua vita e il suo ambiente continuamente ed ha il potere di trasformare qualsiasi cosa (speriamo sempre in positivo). Leggo una nostalgia per il passato, ma questo passato può ritornare (se lo vogliamo veramente), basta puntare sull'empowerment della gente comune, sull'umanità che è dentro di noi, sopita, addormentata, ma è sempre lì, basta solo attivarla e utilizzarla durante la nostra giornata, sul lavoro, per strada, con il vicino di casa, con i parenti/serpenti (per chi li ha).
Coltiviamo dunque le nostre connessioni, che non sono di tipo tecnologico, ma riguardano il nostro personal learning environment. E quello dei nostri alunni? Ricordiamoci che siamo docenti: riusciamo a creare un ambiente di apprendimento nel quale i nostri alunni si sentano protagonisti del loro percorso formativo? Io penso che ci stiamo sforzando in questo senso e una prova è rappresentata dall'impegno profuso in questo corso di laurea. Molte sono state le occasioni di mettere in pratica nuove tecniche e metodologie di apprendimento/insegnamento, abbiamo sperimentato, progettato, modificato, imparato.....
La missione della scuola in questa fase di grandi trasformazioni dovrebbe essere quella di affrontare il cambiamento, solcando le onde della società della conoscenza, traghettando i suoi utenti verso il loro PLE. Spero che Andreas ci aiuti in questo arduo compito attraverso questo corso di editing multimediale!
Vi lascio con un pensiero a me molto caro e credo "utile" per coltivare positivamente le nostre personali connessioni:
Che cos'è la gioventù?
Il filosofo francese Roger Garaudy sostiene che mentre la maggior parte delle persone crede che un individuo nasca giovane e poi invecchi e muoia, in realtà l'acquisizione della gioventù, in senso profondo, è un processo lungo e impegnativo. La gioventù di cui egli parla è la forza spirituale per non ristagnare o resistere al cambiamento, per sentirsi aperti a nuove possibilità. E' il potere dello spirito che rifiuta di soccombere all'autocompiacimento e continua a lottare.

domenica 8 marzo 2009

corso IUL " editing multimediale"


Andreas ci ha chiesto di esporre la nostra idea di: Editing multimediale. La mia idea su questo corso riguardava solamente la possibilità di imparare a costruire siti internet, ma sto rendendomi conto che le prospettive sono sicuramente più ampie e questo non mi dispiace affatto. Intanto Andreas ci ha fatto conoscere una nuova classe virtuale, portandoci a fare "una passeggiata nel bosco" che si è rivelata attraente anche per la possibilità di scambiare opinioni e idee con alcuni "intrusi" per es. Maria Grazia. Da quello che è emerso credo che la nostra avventura ci porterà a sperimentare molto di più di quello che la mia mente aveva previsto, per esempio: elaborare contenuti didattici multimediali, sperimentare tecniche di regia, realizzare filmati, ecc. Poi Andreas ci ha comunicato che i contenuti saranno creati strada facendo, a questo punto propongo ufficialmente di imparare a costruire un sito internet. Sarà difficile? Non so... Intanto ho creato questo blog perchè specificamente richiesto nel corso, ed avevo dimenticato di possederne già uno, creato insieme ad altri colleghi dell'università al primo anno. Devo dire che non amo particolarmente i blog, ma non escludo cambiamenti in proposito. Sono al 3° ed ultimo anno dell'avventura universitaria on line, dopo la laurea spero di avere più tempo a disposizione anche per continuare a gestire questo blog.
Ho visto come Andreas tiene i contatti con i suoi studenti attraverso il suo blog, wiki, mi piacerebbe sperimentare ciò anche con i miei alunni.

sabato 7 marzo 2009

Mi presento

ciao,
sono Flavia, ho 45 anni, sono separata e ho tre splendidi figli. Insegno alla scuola primaria, studio all'università IUL, sono quindi molto impegnata tra studio, lavoro, casa, bambini. ecc. Mi interessa molto il mondo delle nuove tecnologie soprattutto quando questo interessa la realtà scolastica e la sua applicazione pratica nella didattica.
Ho inserito la foto di Londra perchè amo questa città.
Bene,alla prossima.